sabato 29 agosto 2015

Non c'è più né Giudeo e né Greco




Galati 3:27-29La Nuova Diodati (LND)

27 Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesú. 29 Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abrahamo ed eredi secondo la promessa.
Non c'è più nessuna distinzione tra il Giudeo (sinonimo di Israele) ed il Greco (sinonimo di pagano) perché ora siamo tutti figli della promessa in Abrahamo. Il Giudeo non ha più alcun privilegio rispetto agli altri infatti ora il primo patto è concluso, il nuovo patto in Cristo è per fede, non è più mediante le opere della legge ma anzi chi si fonda sulle opere delle legge è maledetto (Gal 3:10). 
Israele oggi è sotto la maledizione di Dio, non è più il popolo eletto di Dio, la scrittura ci dice che è stato rigettato (Rom 11:15) e che di loro solo un residuo (Rom 9:27) è stato approvato cioè quelli che hanno posto la fede in Cristo. In Galati 3:16 si legge: "Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo.
E' evidente che ora c'è solo una promessa e questa passa per la fede in Cristo, sia per il Giudeo che per il Greco perché il giusto vivrà per fede (Gal 3:26-29). 
La continuazione del vero Israele è mediante la discendenza spirituale in Cristo e non mediante la discendenza naturale di Giacobbe. Ogni Giudeo che crede in Cristo deve dunque unirsi alla chiesa di Cristo così come fecero gli apostoli e come fece Paolo il quale considerò come tanta spazzatura tutta la sua religione davanti a Cristo. 
Dopo oltre duemila anni, l'Israele politico di oggi è ancora anticristiano e anticristo, sarà solo al ritorno di Cristo che tutti in Israele lo riconosceranno ed allora potranno ravvedersi e diventare Cristiani per essere uniti alla chiesa di Cristo per l'eternità.
Non facciamoci ingannare da certe dottrine psudo-Cristiane le quali insegnano che bisogna sostenere l'attuale ribelle Israele politico poiché la Bibbia dice che la vera Gerusalemme è quella celeste, quella alla quale tutta la chiesa fa riferimento. In Galati 4:22-30 si legge di cacciare via la schiava cioè la Gerusalemme terrestre perché non avrà parte con la Gerusalemme celeste.
Fratelli in Cristo, portiamo il vangelo in Israele e preghiamo che il Signore abbia misericordia di loro e che qualcuno al tempo presente possa convertirsi a Cristo ed entrare nella Gerusalemme celeste.
Maurizio

sabato 4 aprile 2015

Gesù morì di Venerdì?


Da secoli, la religione cattolica, molto probabilmente condizionata dall'opinione che Agostino esprime nel suo libro "De Trinitade", insegna che Gesù morì il venerdì della settimana di pasqua e risuscitò la domenica, il primo giorno della settimana ebraica. Ma questo insegnamento è in forte contraddizione con le parole di Gesù, il quale affermò che sarebbe rimasto tre giorni e tre notti nella tomba. 

"Allora alcuni scribi e farisei, lo interrogarono, dicendo: "Maestro, noi vorremmo vedere da te qualche segno". Ma egli, rispondendo, disse loro: "Questa malvagia e adultera generazione chiede un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. Infatti, come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del grosso pesce, così starà il Figlio dell'uomo tre giorni e tre notti nel cuore della terra" (Matteo 12:38-40). 

Il problema dei tre giorni e delle tre notti 

Se Gesù avesse parlato solo di tre giorni, era anche possibile vederla diversamente, ma poiché ha chiaramente detto che sarebbe rimasto nella tomba tre giorni e tre notti, per forza di cose devono essere trascorsi tre giorni completi prima della sua resurrezione, cioè più di 72 ore. Questo è in contrasto con l’insegnamento tradizionale del cattolicesimo romano, il quale vuole che Gesù muoia il venerdì, per risuscitare prima di 48 ore. 

La ragione che ha indotto la religione cattolica a ritenere che Gesù sia morto il venerdì, scaturisce dalla affermazione della Scrittura secondo la quale Egli morì prima del sabato. "E, dopo averlo tirato giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno era ancora stato sepolto. Era il giorno della Preparazione, e il sabato stava per cominciare. Le donne, che erano venute con Gesù dalla Galilea seguendolo da vicino osservarono il sepolcro e come vi era stato deposto il corpo di Gesù; poi esse tornarono a casa e prepararono gli aromi e gli unguenti, e durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento. Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato" (Luca 23:53 - a 24:1; Marco 15:42). 

Quando morì Gesù il sabato stava per cominciare. Se ragioniamo secondo la nostra cultura, il giorno precedente al sabato è il venerdì, perciò, il cattolicesimo romano ha concluso che Gesù è morto di venerdì. Ma, ancora una volta, il cattolicesimo è stato vittima di una errata interpretazione

Esaminiamo i fatti. 

Secondo l’evangelo di Marco (16:1-2), le donne comprarono gli aromi dopo il sabato, mentre, secondo il racconto di Luca (23:56), esse li comprarono prima del sabato. Come mai questa contraddizione? Questo non dimostra una discordanza nei racconti dei quattro vangeli? 

Questa apparente dissonanza è data dal fatto che, per noi che non siamo ebrei, il sabato è solo un giorno della settimana, mentre per gli ebrei il sabato, cioè shabbat, è definito anche qualsiasi giorno, o addirittura anche ad un anno festivo consacrato all’Eterno. Ecco un esempio nella legge di Dio: "Parla ai figli d'Israele e di' loro: Quando entrerete nel paese che io vi do, la terra osserverà un sabato di riposo per l'Eterno. Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà un sabato di riposo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo ne poterai la tua vigna" (Levitico 25:2-4). 

Israele, dunque, aveva un anno di riposo per la terra che veniva chiamato sabato. Inoltre, per la nostra cultura, noi siamo abituati a pensare a un solo sabato alla settimana, mentre, per il calendario ebraico, era abbastanza comune avere più sabati, cioè feste, nella stessa settimana. Infatti, nella settimana degli azzimi, che iniziava con la Pasqua, facevano festa sia il quattordicesimo giorno che il quindicesimo, cioè due sabati di Pasqua consecutivi. "Nel quattordicesimo giorno del primo mese sarà la Pasqua in onore dell'Eterno. E il quindicesimo giorno di quel mese sarà festa. Per sette giorni si mangerà pane senza lievito" (Numeri 28:16-17)

L’evangelista Giovanni, notando che il giorno che stava per iniziare era un gran giorno, si riferiva appunto al quindicesimo giorno. "Or i Giudei, essendo il giorno di Preparazione, af inché i corpi non rimanessero sulla croce il sabato, perché quel sabato era un giorno di particolare importanza, chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via" (Giovanni 19:31). 

Tenendo presente che le donne non potevano comprare gli aromi il quindicesimo giorno perché era festa, cioè un sabato, esse li comprarono il giorno dopo, cioè il sedicesimo. Il giorno successivo, il diciassettesimo, era il sabato settimanale, il giorno che seguiva il venerdì, e le donne si riposarono (Luca 23-56). Solo il giorno seguente, il diciottesimo giorno del mese, esse poterono andare al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. 

Tre Sabati consecutivi 

Noi siamo abituati a considerare gli eventi che leggiamo nei vangeli, come episodi consecutivi uno all’altro, ma nella settimana in cui morì Gesù, ci furono tre giorni festivi, cioè tre sabati, il sabato della pasqua, il sabato del giorno dopo, e il sabato del giorno della settimana, divisi da un giorno lavorativo. E’ in quel giorno lavorativo che le donne comprarono gli aromi. Questa è la ragione per cui nei vangeli leggiamo che le donne comprarono gli aromi sia prima del sabato che dopo il sabato. In effetti, gli evangelisti in greco, riferendosi al sabato, usano il plurale. Ecco come rendono alcune traduzioni. "Ora, alla fine dei sabati, all'alba del primo giorno dopo i sabati, Maria Maddalena e l'altra Maria, andarono a vedere il sepolcro" (Matteo 28:1). I tre sabati sono dunque il bandolo di una apparente contraddizione dei vangeli. 

Per comprendere meglio gli avvenimenti della settimana di pasqua, facciamo i conti a ritroso. 

  • Il 18° giorno era domenica, cioè il primo giorno della settimana. 
  • Il 17° giorno era il sabato settimanale, giorno di riposo. 
  • Il 16° giorno era venerdì, giorno feriale. 
  • Il 15° giorno era giovedì, giorno festivo, di riposo, quindi un shabbat secondo la cultura ebraica. 
  • Il 14° giorno era Mercoledì, quando Gesù morì. 


Il giorno Ebraico è suddiviso diversamente dal nostro 

Una simile prospettiva, ci induce a pensare che passarono quattro giorni dalla morte alla resurrezione di Gesù. Ma, ancora una volta, dobbiamo fare i conti con le usanze ebraiche. Poiché gli ebrei iniziavano a contare i giorni dalle 18:00 di sera per terminare alle 18:00 di sera del giorno successivo (Levitico 23:32), facciamo i conti dei giorni alla luce di questa usanza. 

Gesù celebrò la Pasqua il primo giorno degli azzimi, alla sera verso le ore 18:00 (Matteo 26:17,20). A notte inoltrata fu tradito, al mattino andò da Pilato (Matteo 27:1-2), a mezzogiorno fu crocifisso (Matteo 27:45), al pomeriggio, alle ore tre, cioè alle 15:00, morì (Matteo 27:45-50), e fu sepolto prima di sera, cioè prima delle 18:00. Tutto questo avvenne in uno stesso giorno, il quattordicesimo, cioè il Mercoledì, il quarto giorno della settimana. Gesù, quindi, morì nel giorno della pasqua ebraica. 

Ora facciamo i conti dei giorni in cui Gesù rimase nel sepolcro. Gesù morì alle ore 15:00 del Mercoledì, il quarto giorno della settimana, e fu sepolto prima delle ore 18:00 ora di inizio del Giovedì. 

  1. Giorno di Giovedi Ebraico 
    1. Il Giovedì Ebraico inizia il nostro mercoledi alle ore 18:00 e termina il nostro Giovedi ore 18:00 
    2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
  2. Giorno di Venerdi Ebraico 
    1. Il Venerdi Ebraico inizia il nostro Giovedi ore 18:00 e termina il nostro Venerdi ore 18:00 
    2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
  3. Giorno di Sabato Ebraico 
    1. Il Sabato Ebraico inizia il nostro Venerdi ore 18:00 e termina il nostro Sabato ore 18:00 
    2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
    3. Dalle ore 18:00 inizia la Domenica cioè il primo giorno della settimana 


Quando Gesù risuscitò, erano passati tre giorni e tre notti, come egli aveva profetizzato. 

Morendo il quarto giorno della settimana, cioè il mercoledì, e risuscitando il settimo giorno cioè il sabato, i conti tornano. Le donne all’alba del primo giorno della settimana successiva trovano la tomba vuota. 

La Bibbia ha sempre ragione 

Ancora una volta la Scrittura è superiore ad ogni autorità religiosa, e a ogni interpretazione di persona autorevole, come può essere quella di Agostino. Egli scrisse, in "De trinitade", che Gesù non stette tre giorni e tre notti nella tomba concludendo: "Le ragioni che da parte mia ho presentato le ho desunte dall'autorità della Chiesa - tali quali ce l'hanno tramandate gli antichi - dalla testimonianza della Scrittura, dalle leggi dei numeri e delle proporzioni. Ora nessun saggio vorrà andare contro la ragione, nessun cristiano contro la Scrittura, e nessun uomo pacifico contro la chiesa". 

L'acume, l'intelligenza, lo spirito dei padri della chiesa sono da ammirare, ma la chiesa stessa, rappresentata dalla Tradizione dei Padri è soggetta a sbagliare, perché la Verità è solo una persona: Gesù Cristo e la Sua Parola. Se noi siamo abituati a sottomettere i nostri ragionamenti e la nostra logica alla Parola di Dio, se riteniamo la Scrittura più autorevole delle nostre opinioni, allora saremo in grado di afferrare il messaggio contenuto nella Parola di Dio. Possiamo avere dei dubbi in merito alla nostra comprensione, ma non dobbiamo mai dubitare ciò che la Scrittura afferma. Se Gesù ha detto che sarebbe stato sepolto tre giorni e tre notti, qualsiasi interpretazione che diamo ai fatti storici dei vangeli, deve concordare con ciò che Gesù ha detto. 

Alla luce di quanto fin qui sostenuto, la religione cattolica dovrebbe umilmente ammettere che oltre ad affermare cose vere perché conformi alla Scrittura, essa persiste anche in tante cose false. Ma dovrebbe soprattutto riconoscere che l’autorità di cui si vanta non le è data da Dio. L’esortazione di Agostino che nessun uomo pacifico dovrebbe andare contro la chiesa è molto pericolosa, per almeno due motivi. Il primo è racchiuso in una frase di Mill, in "Essays on Liberty", che trovo assai perspicace. "Se tutta l’umanità fosse dello stesso parere, e una sola persona fosse di parere contrario, l’umanità non potrebbe essere giustificata se mettesse a tacere quella persona, più della persona stessa se, avendone la possibilità, mettesse a tacere tutta l’umanità". La seconda ragione per la quale è assurdo ritenere sbagliato contestare la presunta autorità del cattolicesimo romano, è che grandi uomini di Dio si sono scagliati contro il cattolicesimo romano, e, mentre molti di questi sono condannati al rogo o uccisi, alcuni di essi sono stati riconosciuti giusti, altri dichiarati santi. Proprio perché la storia ci insegna questo, come è stato detto, il potere assoluto corrompe chi lo possiede perché, nel momento in cui l’uomo ha in mano questo potere assoluto, nutre anche la convinzione di essere infallibile e di essere uno strumento dello Spirito Santo. Quindi, per non far cadere il prossimo in un simile, diabolico errore, è opportuno, saggio e giusto, riconoscere il potere assoluto solo a Dio. 

Gesù Cristo, dunque, per quanto se ne dica, non è morto il Venerdì, ma il Mercoledì, e stette nel sepolcro tre giorni e tre notti per risuscitare il primo giorno della settimana. Poiché non è mia intenzione focalizzare l’attenzione solo sul giorno in cui morì Gesù, dobbiamo ricordare che la resurrezione di Cristo è un episodio unico. Dopo duemila anni, si parla ancora di questo straordinario evento; evento, che dovrebbe scuotere anche gli scettici più radicali. Gesù è risorto per testimoniare della sua Divinità, e per attestare davanti al mondo che, coloro che hanno posto fede in Lui, hanno ragione. Chi crede in Buddha, in Maometto o in qualsiasi altro profeta, non ha nessuna prova che la sua fede sia vera, mentre la resurrezione di Gesù Cristo è una testimonianza e una prova eterna che il cristiano si porta nel cuore e che l’accompagna fino al giorno in cui comparirà davanti a Dio. 

"Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non sarà svergognato" (Romani 10:8-11). 

Ellero Balzani

venerdì 19 dicembre 2014

No Peace

Non c'è pace senza Gesù

Matteo 10:34-36La Nuova Diodati (LND)
34 «Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. 35 Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Non pensate che io sia venuto a mettere pace... Questa affermazione di Gesù sembra alquanto strana detta da colui che si è dichiarato il principe della pace ma se ci pensate bene, non è per nulla fuori posto.
Vediamo anche altre affermazioni di Gesù:
  • Venite a me voi che siete travagliati e aggravati ed io vi darò riposo"(Matteo 11:28)
  • Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo (Giovanni 14:27)
  • Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)

Gesù è venuto per essere il salvatore del mondo, per fare questo ha dovuto sacrificare la sua vita sulla croce al fine di riscattarci dalla condanna eterna. Il suo messaggio è valido ancora oggi, è un messaggio che può essere ricevuto ma anche rigettato. La volontà di Dio è che tutti si ravvedano e siano salvati per mezzo di Cristo ma la realtà delle cose è che non tutti vogliono ravvedersi e non tutti vogliono ricevere la pace e la riconciliazione con Dio. Nel primo capitolo del vangelo di Giovanni è scritto che "la luce è venuta nel mondo ma il mondo ha amato le tenebre più della luce".
Se il mondo ama le tenebre è chiaro che così facendo sta rigettando Dio ed il suo piano di redenzione. Gesù ha detto che "Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde" (Matteo 12:30). Non c'è una via di mezzo, non ci sono zone neutrali, o sei con Cristo o sei automaticamente contro Cristo e questo succede anche nelle famiglie, uno si converte a Cristo e l'altro no e questo crea divisione e questo mette i genitori contro i figli, i gigli contro i genitori, questo crea divisione in qualunque rapporto sociale.
I giudizio inizia ora, su questa terra, la separazione tra i figli di Dio ed i figli del diavolo avviene per mezzo del vangelo della salvezza. Gesù dice: "In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita." (Giovanni 5:24). Nessuno vi inganni, nessuno sarà salvato nel giorno del giudizio, quel giorno sarà solo un giorno di condanna. In Ebrei 9 è scritto che dopo la morte viene il giudizio, dopo la morte è troppo tardi, non c'è più speranza.
Cercate l'Eterno mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino. Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente. (Isaia 55:6-7)
Gesù vuole darti la sua pace, Gesù ti ama e vuole che tu sia riconciliato con Dio, per questo Egli ha espiato le tue colpe sulla croce. Nessuna delle tue buone opere ti salverà in quel giorno, ravvediti oggi stesso, ricevi Gesù nella tua vita e la vera pace che sopravanza ogni intelligenza ti custodirà fino al suo ritorno per la redenzione finale anche del corpo.
Il Signore ti benedica

sabato 17 maggio 2014

La Sapienza di Dio


  • E' possibile racchiudere Dio in una scatola?
  • E' possibile che il nostro cervello non più grande di pochi centimetri cubici possa contenere i pensieri di Dio?
  • Dio ragiona come un essere umano?


Romani 11:33 - La Nuova Diodati (LND)
O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie!

Il profeta Isaia consapevole della grandezza di Dio disse:
Come i cieli sono piú alti della terra,
cosí le mie vie sono piú alte delle vostre vie
e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri.
(Isaia 55:9)

Davanti alla grandezza di Dio non rimane che smettere di giudicare Dio secondo un punto di vista umano, nessuno ha il diritto di dire "se io fossi Dio farei in questo modo o in quello". Ogni cosa è sotto il diretto controllo del creatore e questo dovrebbe essere più che sufficiente per farci dire "sia fatta la tua volontà".

La vita è breve e certamente non arriveremo a comprendere ogni cosa ma se viviamo nella fiducia che Dio ci ama ed ha dato il suo unigenito figlio affinché per mezzo di lui fossimo salvati, un giorno quando saremo alla sua presenza, vedremo le cose come stanno, il nostro punto di vista delle cose sarà diverso e avremo l'eternità per sondare le infinite profondità di Dio.

Dunque la risposta dei nostri problemi e la risposta ai problemi del mondo, non può venire da una qualche possibile soluzione umana ma da Dio stesso.

E' piaciuto a Dio di salvare il mondo mediante la follia della croce.
1 Corinzi 1:18-21 - La Nuova Diodati (LND)
18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Sta scritto infatti: «Io farò perire la sapienza dei savi e annullerò l'intelligenza degli intelligenti». 20 Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questa età? Non ha forse Dio resa stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione.

La nostra limitata conoscenza umana tende sempre a razionalizzare tutto, per ogni cosa ci deve essere la giusta spiegazione, ogni cosa deve rientrare nei nostri schemi mentali ma questo non può essere possibile per quanto riguarda Dio.

Lasciamoci salvare secondo gli schemi di Dio mettendo fede in Gesù il salvatore del mondo, mettiamoci in cuore di fare la sua volontà, preghiamo il Signore quando le prove della vita sembrano essere contro di noi ma lasciamo che sia lui a decidere poiché egli ha detto "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".

Romani 8:28 - La Nuova Diodati (LND)
...tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.

Maurizio

domenica 24 marzo 2013

I sette IO SONO di Gesù

 

Io Sono

Nel vangelo di Giovanni si leggono sette affermazioni di Gesù su se stesso che sono molto importanti e sulle quali dobbiamo riflettere molto bene.

 

    1. Io sono il pane della vita

    E Gesú disse loro: «Io sono il pane della vita chi viene a me non avrà mai piú fame e chi crede in me non avrà mai piú sete (Giovanni 6:35)

    Per comprendere la similitudine del pane, dobbiamo considerare che esso rappresenta il cibo per il sostentamento .

    Dio diede la manna, il pane che discese dal cielo per sostenere il suo popolo ma essi dopo averlo mangiato ebbero ancora fame. Dio nel deserto fece scaturire l’acqua dalla roccia e tutti bevvero ma poi ebbero ancora sete.

    Gesù disse: Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che proviene dalla bocca dell’Eterno.

    C’è un cibo per il corpo che noi assumiamo ma serve solo a mantenere in vita il corpo. C’è un cibo per la mente che serve ad istruirci nella conoscenza affinchè mediante essa possiamo realizzare molte cose. Ma c’è un cibo per lo spirito che solo la parola di Dio può mantenere in vita e la parola di Dio si è fatta carne per raggiungere ognuno di noi.

    Gesù è il vero pane che da vita al mondo.

    2. Io sono la luce del mondo

    E Gesú di nuovo parlò loro, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita». (Giovanni 8:12)

    Senza luce ci sono solo che tenebre e nelle tenebre tutti sono come  ciechi.

    Gesù disse: Io sono venuto per fare un giudizio affinchè quelli che non vedono vedano e quelli che dicono di vedere diventino ciechi.

    Alcuni Farisei dissero a Gesù “siamo ciechi anche noi?” e Gesù rispose: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo perciò il vostro peccato rimane»

    Il mondo vive nelle tenebre proprio a motivo del peccato. Giovanni tesimoniò di questo dicendo:

    Giovanni 1:4-5 La Nuova Diodati (LND)

    4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. 5 E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno compresa.

    Ciò che Gesù dice è che senza di lui la nostra vita non può essere illuminata.

     

    3. Io sono la porta

    Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. (Giovanni 10:9)

    Le persone alla quale fu rivolta la frase, sapevano che l’ovile aveva una sola porta dalla quale entrare ed uscire, in alcuni casi l’ovile aveva anche delle finestre ma solo i ladri ed i briganti passavano per esse.

    Gesù dice “io sono la porta” e non dice “io sono una porta”

    Oggi si aprono davanti a noi molte porte ma non tutte portano alla salvezza e al pascolo...

  • C’è la porta del successo
  • C’è la porta del potere
  • C’è la porta della droga
  • C’è la porta del sesso
  • C’è la porta della religione
  • C’è la porta dell’egocentrismo

    Sono tutte porte che aprono vie che portano alla morte. Gesù dice “Io sono la porta giusta”. Tutto ciò di cui hai bisogno è di attraversare quella porta.

     

4. Io sono il buon pastore

    Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. (Giovanni 10:11)

  • In quali mani è la tua vita? nella tua? in quella dei tuoi genitori?

  • Chi ti protegge e chi si prende cura di te per l’eternità?

Gesù dice: “Io sono il buon pastore”, io sono colui che si prenderà cura di te, io sono colui che riscatta la vita delle pecore, io depongo la mia vita per le pecore affinchè credendo in me possano entrare a far parte del mio gregge.

Il buon pastore è in grado ti proteggerti dai lupi e dai rapaci

 

5. Io sono la risurrezione e la vita

Gesú le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. (Giovanni 11:25)

Queste parole disse Gesù a Marta per confortarla della morte di Lazzaro. Nessun dottore, nessuno specialista sarebbe stato in grado di far tornare in vita Lazzaro dopo tre giorni che giaceva nella tomba. Marta non aveva nessuna speranza ma Gesù le disse “Io sono la risurrezione e la vita” tuo fratello vivrà!

Tuo fratello vivrà, tua sorella vivrà, tua madre vivrà, tuo padre vivrà, tua moglie vivrà, tuo marito vivrà, tuo figlio vivrà.

Gesù dice: Chiunque crede in me vivrà... Gesù è la vita, la tua vita dipende solo da lui.

 

6. Io sono la via la verità e la vita

Gesú gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Gesù dicendo “nessuno viene al Padre se non per mezzo suo” sta facendo una affermazione esclusivista, sta dicendo che la via, la verità e la vita dipendono solo da lui.

Ci sono persone che ritengono tutto ciò che è positivo un bene da aggiungere alla loro vita e così fanno confessione di fede poi si fanno battezzare, poi si fanno ungere, poi si fanno imporre le mani, poi si mettono un rosario al collo, poi bevono l’acqua santa, poi affiggono un crocifisso sopra gli stipiti delle porte, poi aggiungono al portachiavi un portafortuna e chi ne ha più ne mette...

Gesù non solo è esclusivo ma è pure sufficiente, non c’è bisogno di ulteriori aggiunte.

 

7. Io sono la vera vite

«Io sono la vera vite e il Padre mio è l'agricoltore. (Giovanni 15:1)

Questa è una figura molto bella alla quale porre attenzione. Il Padre è l’agricoltore per eccellenza e quale miglior frutto se non quello di Gesù avrebbe potuto dare?

Gesù dice: “Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla”.

Ci sono molti frutti che all’apparenza sembrano buoni ma sono immangiabili perché sono selvatici. Nel mondo si vedono molte persone fare grandi cose, grandi opere di bene che all’apparenza sembrano buone ma se poi vai a verificare scoprirai che non sono fatte in Dio

Gesù dice “io sono la vera vite”, se siamo stati innestati nella vera vite, avremo la certezza di fare buoni frutti ma senza di lui non possiamo fare nulla di buono.

 

Conclusione

Ciò che si comprende dai sette “IO SONO” di Gesù è che in definitiva tutto ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita è proprio Gesù. Non abbiamo bisogno di più istruzione né di più conoscenza né di più ricchezze né di tutto ciò che il mondo ci può offrire poiché in Cristo abbiamo tutto.

I religiosi di quel tempo che contendevano con Gesù, non avevano compreso che il Messia era venuto proprio per loro, per liberarli dal peccato e per dare un senso alle loro vite.

Giovanni 8:23-24 La Nuova Diodati (LND)

23 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiú, mentre io sono di lassú; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.

24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati»

I religiosi replicarono dicendo “e chi sei tu?” e Gesù rispose proprio chi dico di essere (io sono)

La durezza delle persone a volte non conosce limiti, invece di adorarlo per chi Gesù diceva di essere, lo volevano lapidare...

Giovanni 8:58 La Nuova Diodati (LND)

58 Gesú disse loro: «In verità, in verità io vi dico: Prima che Abrahamo fosse nato, io sono».

Gesù è venuto anche per te, egli ti dice “io sono tutto ciò di cui hai bisogno”. Cosa farai ora? lo ignori?, lo rigetti? o lo riconosci per chi lui è?

La scelta è tua, Dio non ti impone nulla se non di riconoscere che senza di lui non puoi fare nulla...

Che il Signore ci dia la grazia di comprendere che Gesù è il Cristo, il salvatore del mondo ed il salvatore di ognuno di noi.

sabato 8 dicembre 2012

Quando non si ha tempo o voglia di rispondere all’invito di Dio

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Gesù narrò questa storia durante un banchetto a casa di un capo dei Farisei.

E’ scritto che Gesù fu mandato in cerca delle pecore perdute della casa di Israele. Il suo era un invito a seguirlo ma quel popolo ed in particolare i capi religiosi, non erano per nulla disposti a seguirlo. La storia che Gesù narra, mostra con una metafora come Dio chiama al suo banchetto, dove tutto è già pronto, si tratta di rispondere ad un invito molto importante ma questo disturba i progetti che le persone avevano fatto e preferiscono rifiutare con delle scuse o con degli impegni più o meno motivati.

Luca 14:16-24 - La Nuova Diodati (LND)

16 Allora Gesú gli disse: «Un uomo fece una gran cena e invitò molti;
17 e, all'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, perché è già tutto pronto".
18 Ma tutti allo stesso modo cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un podere e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi".
19 E un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi".
20 Un altro ancora disse: "Ho preso moglie e perciò non posso venire".
21 Cosí quel servo tornò e riferí queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: "Presto, va' per le piazze e per le strade della città, conduci qua i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi".
22 Poi il servo gli disse: "Signore, è stato fatto come hai comandato, ma c'è ancora posto".
23 Allora il signore disse al servo: "Va' fuori per le vie e lungo le siepi e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.
24 Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena"».

L’invito iniziale a partecipare al banchetto era rivolto a degli invitati specifici, a persone che erano state scelte, selezionate, elette ma guarda caso nessuna di esse rispose all’invito. Questa situazione è ancora attuale, il Signore ancora oggi chiama i suoi eletti oltre le schiere di Israele, nel vangelo di Giovanni 10:16 Gesù dice “Io ho anche delle altre pecore da raccogliere intorno a me e ci sarà un solo gregge ed un solo pastore” quindi è chiaro che Dio ha un piano anche per il resto del mondo ma purtroppo ancora oggi assistiamo allo stesso spettacolo, le persone non rispondono all’invito di Dio.

Il piano di Dio comunque andrà avanti, la sua mensa non rimarrà senza commensali, egli chiamerà tutti quelli che sono agli angoli delle strade, chiamerà gli storpi, gli zoppi, le prostitute, i ladri, gli assassini, i drogati, insieme a tutti coloro che sono considerati dalla società per bene come dei rifiuti della società.

Non ci dobbiamo meravigliare se nella chiesa vediamo questo tipo di persone intorno a noi, come dice l’Apostolo Paolo:

1 Corinzi 1:26-29 - La Nuova Diodati (LND)
26 Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, 27 ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, 29 affinché nessuna carne si glori alla sua presenza.

Un fattore a vantaggio delle categorie di persone considerate dal mondo come gli ultimi, è quella di esser pronti a seguire Gesù, essi non hanno nulla da perdere nel lasciare le cose del mondo mentre gli altri sono come i primi tre campi descritti da Gesù nella parabola del seminatore.

Matteo 13:18-23 - La Nuova Diodati (LND)
18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore. 19 Quando qualcuno ode la parola del regno e non la comprende, il maligno viene e porta via ciò che era stato seminato nel suo cuore. Questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada. 20 E quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia 21 ma non ha radice in sé, ed è di corta durata; e quando sopraggiunge la tribolazione o persecuzione, a causa della parola, ne è subito scandalizzato. 22 E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le sollecitudini di questo mondo e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa. 23 Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il trenta per uno».

Su di una cosa dobbiamo convenire, che Gesù ci ha dato delle promesse e anche su quelle dobbiamo porre la nostra fede così quando il nemico viene per tentarci con le tentazioni terrene, saremo fermi nella prova e se la parola abbonda in noi potremo resistere a Satana come fece Gesù dicendo “sta scritto…”

I discepoli che seguivano Gesù avendo abbandonato tutto per seguirlo, gli fecero questa domanda:

Marco 10:28-31 - La Nuova Diodati (LND)
28 E Pietro prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito». 29 Allora Gesú, rispondendo, disse: «Io vi dico in verità che non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell'evangelo, 30 che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle madre, figli e poderi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna. 31 Ma molti primi saranno ultimi, e molti ultimi saranno primi».

Per concludere, se sentite la chiamata di Dio, se udite il messaggio del vangelo e questo vi ha procurato una crisi spirituale, non resistete allo Spirito Santo, ravvedetevi, sottomettetevi alla volontà di Dio per la salvezza delle vostre anime. Guai a quelli che rimandano, pospongono, si tirano indietro, trovano scuse, preferiscono la religione alla salvezza poiché non saranno ritenuti degni di partecipare al banchetto reale.

Il Signore vi dia un cuore arrendevole

sabato 8 settembre 2012

L'opera dello Spirito Santo


Giovanni 14
La Nuova Diodati (LND)

15 «Se mi amate, osservate i miei comandamenti,
16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre,
17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.

26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.


Giovanni 16
La Nuova Diodati (LND)

12 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata.
13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire.
14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà.
15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie, per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà.


Lo Spirito Santo è al servizio di Gesù

Non è possibile ridurre tutta l’opera dello Spirito Santo a poche semplici parole ma osservando e meditando sulle parole di Gesù, possiamo comprendere il compito primario dello Spirito Santo e cioè quello di portare avanti il discepolato di Gesù mediante la dimora nel credente e l’insegnamento di Gesù.
Gesù dice “tutte le cose che il Padre ha sono mie", per questo “egli”, lo Spirito Santo, si preoccuperà di ricordare ed insegnare tutte le parole dette da Gesù durante il suo ministero in terra.

14 Egli mi glorificherà…

Quando si parla di Spirito Santo, non ci si deve aspettare niente di diverso da ciò che Gesù ha detto ed insegnato, “NON CI SONO NUOVE DOTTRINE”. Lo Spirito Santo ha fatto in modo che gli scrittori dei vangeli potessero ricordare e mettere per iscritto tutto ciò che avevano udito e che era necessario sapere in quanto sarebbe servito alle generazioni future come testimonianza scritta. Se possiamo conoscere tutto di Gesù è perché egli ha ispirato divinamente delle persone a scrivere tutto ciò che c’è da sapere sull’opera di salvezza di Gesù e questo alla sua gloria.

Lo Spirito Santo porta le persone a Gesù


Giovanni 16
La Nuova Diodati (LND)

8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio.
9 Di peccato, perché non credono in me;
10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete piú;
11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Un altro compito dello Spirito Santo è quello di convincere il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio e tutto ciò sempre in riferimento a Gesù.
La venuta dello Spirito Santo a pentecoste non ha a che fare con nuove esperienze mistiche che vanno al di fuori della dottrina di Cristo. Dobbiamo rigettare tutto ciò che non è coerente con gli insegnamenti di Gesù così come non ci dobbiamo aspettare nuove e particolari rivelazioni.
Lo scopo finale non è quello di andare a Dio mediante lo Spirito Santo ma andare a Dio mediante Gesù e questo è ciò che fa lo Spirito Santo mediante l’opera di convincimento. Le persone devono arrivare a conoscere bene la persona del “Cristo”


Pentecoste, Spirito Santo e Testimonianza di Gesù


Atti 1:8
La Nuova Diodati (LND)

8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».

Gesù prima di ascendere al cielo, comanda ai suoi di rimanere in Gerusalemme per ricevere la promessa della venuta dello Spirito Santo. E qual’è lo scopo della sua venuta? Mettere tutti coloro che hanno creduto in condizione di essere dei testimoni efficaci guidati dallo Spirito Santo mediante la potenza di Dio e della sua parola. La realtà dei fatti, mostra come delle persone impaurite si sono poi trasformate in testimoni potenti ed efficaci.

2 Timoteo 1:8
La Nuova Diodati (LND)

8 Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l'evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio

Che lo Spirito Santo ci apra gli occhi per vedere e comprendere come tutto è stato dato nelle mani di Gesù ed a Lui ogni cosa è rivolta. Col 1:16

Maurizio