lunedì 8 agosto 2016

La grande domanda della vita

La grande domanda

Molti testimoniano di aver vissuto una esperienza di morte e di ritorno dall'aldilà ma solo una di queste mi ha in un certo senso colpito...





Un incontro speciale

Spesso queste testimonianze riportano di aver visto una luce in fondo al tunnel oppure di aver visto il proprio corpo da un punto di vista astrale ma sono poche le testimonianze di coloro che dicono di essere andati a visitare il paradiso o l'inferno. L'uomo di cui vi parlo, durante la sua esperienza di continuazione della vita oltre la morte, aveva incontrato Gesù in persona. Dopo essere stato portato a visitare il paradiso e l'inferno in lungo ed in largo, alla fine l'uomo chiese a Gesù: "Qual'è lo scopo della vita?"

Qual'è lo scopo della vita?

Gesù per nulla sorpreso disse: "Perchè tutti mi fate sempre la stessa domanda?" Ma l'uomo deciso ad avere delle risposte proseguì nel suo intento e rifece la stessa domanda al che Gesù mentre si allontanava, gli confermò che avrebbe esaudito il suo desiderio. Al suo risveglio l'uomo ebbe una chiara rivelazione sul significato della vita e sul suo scopo. Questa rivelazione fu per lui un punto di svolta della sua vita.

E' incredibile come molte religioni prendano le parole di Gesù e ne stravolgono il suo significato finale eppure è tutto così chiaro e davanti ai nostri occhi che non dovremmo far fatica a comprenderlo, "lo scopo della vita è l'amore"!

Da questo conosceranno che siete miei discepoli...

Giovanni 13:34-35
Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».


La cosa è alquanto semplice, "chi ama ha conosciuto Dio". Non dovrebbe essere difficile amare eppure è la cosa più difficile al mondo. Conosceranno che siete discepoli di Cristo dalla vostra conoscenza teologica? niente affatto non dalla conoscenza ma dall'amore!

Gesù disse che tutta la legge di Dio si può riassumere in due comandamenti: "Ama Dio e ama il tuo prossimo" ma un certo dottore della legge non era convinto di chi fosse il suo prossimo così Gesù con pazienza gli racconta la parabola del buon Samaritano e poi gli dice "vai e fai anche tu altrettanto"... non è poi così difficile! Perché è così difficile amare?

L'apostolo Paolo in riferimento al matrimonio disse: "Mariti amate le vostre mogli come Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei" (Efesini 5:25). Perché l'apostolo deve dire questa frase? Amare la propria moglie non dovrebbe essere la cosa più normale del mondo?

L'esempio più grande viene proprio da Lui..

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)

L'amore di Dio si evidenzia per mezzo di azioni concrete, il sacrificio di Cristo è un fatto più che unico nel suo genere e ci mostra che Dio è stato disposto a morire per le sue creature. Questo si chiama "amare"

Amare Dio significa rispettare le sue leggi

Gesù disse: "se mi amate osservate i miei comandamenti"

Amare il prossimo significa dare se stessi

Gesù disse: amate i vostri nemici, se uno vi percuote, porgete l'altra guancia, se uno vi toglie la tunica, voi dategli anche il mantello. Non sono questi insegnamenti di Cristo? Come mai non c'è questo amore tra i Cristiani? Come mai non si vede amore nelle chiese? Come potranno riconoscere che siete figli di Dio se non sapete amare come ama Dio?



Una cosa però è certa, tutti desiderano amore, tutti riconoscono la potenza dell'amore, tutti sono attratti dall'amore. Ma quanti sono in grado di amare?


Riconosci che l'amore è lo scopo della vita?

Forse è giunto il momento di fare un incontro personale con Gesù. Per fare questo non è necessario andare nell'aldilà. Egli stesso è venuto in mezzo a noi manifestando il suo amore. Invoca oggi stesso il Signore Gesù e ricevilo nella tua vita, riceverai il suo perdono, il suo amore e la promessa di una nuova vita. 

Non esitare e non rischiare di perdere la possibilità di poter amare.

M.V.

lunedì 7 marzo 2016

Babilonia la grande meretrice

Babilonia la grande meretrice

Apocalisse 17:5 Sulla sua fronte era scritto un nome: «Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra».




Introduzione:

Il libro Apocalisse scritto da Giovanni è un libro profetico che ci parla di eventi passati presenti e futuri. Le descrizioni fatte dall'apostolo sono tratte da una serie di visioni e di messaggi a volte simbolici da parte di un angelo mandato da Gesù. Babilonia la grande meretrice compare come parte rilevante della rivelazione insieme alla bestia (Anticristo) e al falso profeta i quali domineranno la scena degli ultimi giorni poco prima del ritorno del Signore.

Ma chi è Babilonia?

Tracciando un profilo di Babilonia secondo la rivelazione dataci possiamo comprendere meglio di cosa stiamo parlando.

  • Siede su di una bestia di colore scarlatto che ha sette teste e dieci corna

    • La bestia rappresenta il regno di Satana. lo scarlatto è infatti simbolo di potere e Satana è detto il dio di questo mondo. Questo regno sta dominando sul mondo da molto tempo e le sette teste rappresentano i vari regni che si susseguono da dopo il diluvio fino ad oggi e culmineranno in grande potenza negli ultimi giorni mediante le dieci corna che sono un dominio di dieci nazioni le quali prenderanno potere su tutta la terra negli ultimi giorni e dove farà capo l'anticristo sostenuto dal falso profeta.

  • Siede su molte acque che sono moltitudini di popoli nazioni e lingue

    • Babilonia siede sulla bestia cioè sul regno di Satana e da lungo tempo con la sua religione inganna i popoli della terra.

  • Ha fornicato con tutti i re della terra e gli abitanti si sono inebriati col vino della sua fornicazione

    • La fornicazione è di tipo spirituale, quando si adorano altri dei al posto dell'unico e vero Dio, si commette una sorta di adulterio e di fornicazione verso colui che dovrebbe essere il nostro sposo. La fornicazione è così grande che si estende su tutte le nazioni della terra e su tutti gli abitanti della terra.

  • Sulla sua fronte è scritto un nome: "Babilonia la grande, la madre di tutte le meretrici"

    • Babilonia è chiamata la madre di tutte le meretrici ovvero di tutte le religioni del mondo, la sua influenza è così grande e così estesa da essere sotto gli occhi di tutti.

  • Babilonia identificata come una donna è ebbra del sangue dei santi

    • Babilonia identificata come una donna e una prostituta è ebbra del sangue dei santi cioè dei veri figli di Dio e dei martiri di Gesù. L'angelo mostra questa Babilonia a Giovanni e l'apostolo vedendola ne rimane molto meravigliato in quanto si presenta come una grande religione ed in quanto tale dovrebbe essere gradita a Dio ma di fatto non è così infatti questa religione è colpevole di avere ucciso e martirizzato i veri figli di Dio ed i veri seguaci di Cristo.

  • Babilonia non siede sul regno di Dio ma sulla bestia che ha sette teste e dieci corna

    • Babilonia pur mostrandosi come una grande religione in favore di Dio di fatto siede sul regno di Satana ed opera in favore di Satana ingannando e portando fuori strada i suoi seguaci presentando una via larga di salvezza mentre invece Gesù ci dice di entrare per la porta stretta. Babilonia col suo modus operandi fa si che i suoi seguaci si illudono di adorare Dio mentre invece stanno adorando Satana ed il suo regno pertanto i loro nomi non sono scritti nel libro della vita e la loro fine sarà lo stagno di fuoco cioè l'inferno.

  • La donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra

    • La donna ovvero Babilonia è una potenza religiosa che col suo potere spirituale regna sulle nazioni di tutta la terra. Il centro di Babilonia è in una grande città, nella città più importante del mondo in ambito spirituale.

  • Babilonia la grande città, la grande meretrice, è destinata al giudizio di Dio

    • Apocalisse 14:6-12 Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l'evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni, nazione tribú, lingua e popolo, e diceva a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché l'ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque». Poi seguí un altro angelo, dicendo: «E' caduta, è caduta Babilonia, la grande città che ha dato da bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua fornicazione». Un terzo angelo li seguí dicendo a gran voce: «Se uno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, berrà anch'egli il vino dell'ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all'Agnello. E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli, e non avranno requie né giorno né notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome». Qui è la costanza dei santi; qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesú.
    • Apocalisse 18:1-5 Dopo queste cose, vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. Egli gridò con forza e a gran voce, dicendo: «E' caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo, un covo di ogni uccello immondo ed abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell'ardore della sua fornicazione, i re della terra hanno fornicato con lei e i mercanti della terra si sono arricchiti a motivo del suo sfrenato lusso». Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe, perché i suoi peccati si sono accumulati e sono giunti fino al cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità.
    • Questo testo non lascia molti dubbi, Dio considera Babilonia la dimora di ogni abominazione, di ogni spirito immondo e di ogni peccato.
    • La voce che viene dal cielo invita ad uscire da Babilonia ovvero da questo sistema religioso così potente ma così in opposizione a Dio. Il fatto poi che molti del popolo di Dio si trovino in Babilonia, ci fa pensare che l'inganno di questa città potente e di questa religione potente ha ammaliato anche dei credenti in Cristo facendo loro credere di essere la madre di tutte le religioni mentre Dio invece la considera come la madre di tutte le meretrici.

  • Babilonia dice: "Io seggo come regina"

    • Apocalisse 18:7-24 Nella misura che essa ha glorificato se stessa e ha vissuto nelle delizie, nella stessa misura datele tormento e cordoglio, poiché essa dice in cuor suo: "Io seggo come regina, non sono vedova e non vedrò mai cordoglio". Per questo, in uno stesso giorno, verranno le sue piaghe: morte, cordoglio e fame, e sarà interamente consumata col fuoco, poiché potente è il Signore Dio che la giudicherà». E i re della terra, che hanno fornicato e sono vissuti nelle delizie con lei, la piangeranno e faranno lamento per lei, quando vedranno il fumo del suo incendio; essi se ne staranno lontani per timore del suo tormento e diranno: «Ahi! Ahi! Babilonia, la grande città, la potente città, perché il tuo giudizio è venuto in un momento!». Anche i mercanti della terra piangeranno e si lamenteranno per lei, perché nessuno compera piú le loro merci: merci d'oro e d'argento, di pietre preziose e di perle, di bisso e di porpora, di seta e di scarlatto, e ogni sorta di legno profumato, ogni specie di oggetti d'avorio e di legno preziosissimo, di bronzo, di ferro e di marmo, e cinnamomo, profumi, olii odorosi, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, pecore, cavalli, carri, corpi e anime umane. I frutti che la tua anima tanto desiderava si sono allontanati da te, e tutte le cose ricche e splendide si sono allontanate da te e tu non le troverai mai piú. I mercanti di queste cose, che erano stati arricchiti da lei, se ne staranno lontani per timore del suo tormento, e piangeranno e si lamenteranno dicendo: «Ahi! Ahi! La grande città che era vestita di bisso, di porpora e di scarlatto, e adorna d'oro e di pietre preziose e di perle. Una cosí grande ricchezza è stata distrutta in un momento!». Tutti i capitani, tutti i passeggeri e i naviganti e tutti quanti commerciano per mare se ne staranno da lontano e, vedendo il fumo del suo incendio grideranno: «Quale città era simile alla grande città?». E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangendo e lamentandosi, dicendo: «Ahi! Ahi! La grande città in cui tutti coloro che avevano navi sul mare si erano arricchiti della sua magnificenza, perché è stata devastata in un momento! Rallegrati su di essa, o cielo, e voi santi apostoli e profeti perché Dio, giudicandola, vi ha fatto giustizia». Poi un angelo potente sollevò una pietra dalle dimensioni di una grossa macina e la gettò nel mare, dicendo: «Con lo stesso impeto sarà scagliata Babilonia la grande città, e non sarà piú ritrovata; e non si udrà piú in te il suono degli arpisti, dei musicisti e dei suonatori di flauto e di tromba, non si troverà piú in te alcun esperto di qualsiasi arte, e non si udrà piú in te rumore di macina. In te non brillerà piú luce di lampada e non si udrà piú in te voce di sposo e di sposa, perché i tuoi mercanti erano i magnati della terra e perché tutte le genti sono state sedotte dalle tue malìe. E in essa è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra».
    • Non ci sono dubbi, questo potere religioso non solo si sente madre di tutte le religioni ma si sente anche regina e si illude di dominare sul mondo per sempre mentre invece Dio ha preparato per lei un giudizio che la distruggerà per sempre. Questo giudizio sarà la giustizia di Dio verso i suoi figli i quali hanno subito persecuzione e martirio proprio da lei,

  • La Bestia sulla quale siede Babilonia le si rivolterà contro

    • Apocalisse 17:16-18 E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e la lasceranno nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, di avere un unico pensiero e di dare il loro regno alla bestia finché siano adempiute le parole di Dio. E la donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra».
    • La bestia dalle sette teste e dalle dieci corna cioè il regno di Satana in terra, dopo aver dato tanto potere a Babilonia e per svariati anni, alla fine dei tempi, quando le dieci corna cioè le dieci nazioni daranno potere all'anticristo, ora si sbarazzerà di Babilonia perché non le sarà più di alcuna utilità. Il nuovo potere politico e religioso cattolico e universale riunirà tutte le religioni del mondo in una unica religione, in una nuova Babilonia ed in un nuovo ordine mondiale.
    • Apocalisse 13:1-8 E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi di bestemmia. ... E adorarono il dragone che aveva dato l'autorità alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia, e chi può combattere con lei?». E le fu data una bocca che proferiva cose grandi e bestemmie; e le fu data potestà di operare per quarantadue mesi. Essa aperse la sua bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu dato autorità sopra ogni tribú, lingua e nazione. E l'adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell'Agnello, che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo.
    • Apocalisse 13:11-18 Poi vidi un'altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Essa esercitava tutta l'autorità della prima bestia davanti a lei, e faceva sí che la terra e i suoi abitanti adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita. E faceva grandi prodigi, facendo persino scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini, e seduceva gli abitanti della terra per mezzo dei prodigi che le era dato di fare davanti alla bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un'immagine alla bestia, che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. E le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia, affinché l'immagine della bestia parlasse, e di far sí che tutti coloro che non adoravano l'immagine della bestia fossero uccisi. Inoltre faceva sí che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.
    • Questo nuovo ordine mondiale prenderà il posto di Babilonia ovvero il sistema religioso vigente fino a quel momento per stabilire una nuova Babilonia fatta da un unico potere politico ed un unico potere religioso dove tutti indistintamente da ogni nazionalità o razza, dovranno farne parte. I Santi figli di Dio, in quel particolare momento storico, dovranno subire un ulteriore martirio e persecuzione dovuto al fatto che si rifiuteranno di prendere il marchio della nuova Babilonia.
    • Apocalisse 19:11-21 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia I suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul suo capo vi erano molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: "La Parola di Dio". E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI. Poi vidi un angelo in piedi nel sole, che gridò a gran voce dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite, radunatevi per il gran convito di Dio, per mangiare le carni di re, le carni di capitani, le carni di uomini prodi, le carni di cavalli e di cavalieri, le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi». E vidi la bestia e i re della terra coi loro eserciti radunati per far guerra contro colui che cavalcava il cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu presa e con lei il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti ad essa, con i quali aveva sedotto quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia e quelli che avevano adorato la sua immagine, questi due furono gettati vivi nello stagno di fuoco che arde con zolfo. E il resto fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo, e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.
    • Il regno della Bestia insieme alla nuova Babilonia riunirà il mondo intero per combattere contro Cristo ed i suoi eletti. Il tempo della sofferenza è stabilito in quarantaduemesi o milleduecentosessantagiorni dopodiché il Signore Gesù ritornerà e giudicherà il mondo gettando l'anticristo ed il falso profeta ovvero le due bestie in potere in quel tempo, nello stagno di fuoco. Inoltre ucciderà tutti gli abitanti della terra i quali avevano ricevuto il marchio.
    • Da notare che Dio risparmierà anche gli uomini che non credono in lui ma che non avranno preso il famoso marchio o il nome della bestia.

Sommario

  • Siede sul regno di Satana ed è sostenuta dal suo potere
  • Ha relazioni politidhe e religiose con tutte le nazioni della terra
  • Ha spiritualmente fornicato con tutte le nazioni e regni della terra
  • Il suo nome é "Babilonia la grande, la madre di tutte le meretrici"
  • Babilonia è un covo di ogni spirito immondo e abominazione
  • Babilonia è la grande città che regna sui re della terra
  • Vive in un lusso sfrenato
  • Babilonia è colpevole di aver martirizzato i santi di Dio
  • Dice di essere "regina" e che il suo grande regno non finirà
  • Ma il regno le si rivolterà contro e sarà distrutta da dieci nazioni
  • L'anticristo e il falso profeta ne prenderanno il posto
  • Dio giudicherà Babilonia la grande città, la grande meretrice
  • I figli di Dio sono invitati a non far parte di essa ma di uscire per scampare ai suoi giudizi
  • Il Signore Gesù al suo ritorno combatterà contro il regno di Satana e stabilirà il suo regno eterno
                          Dal profilo di Babilonia così descritto nel libro di Apocalisse si evince che una tale città, un tale potere religioso, un tale inganno su scala mondiale non può passare inosservato e non può nemmeno manifestarsi solo in un particolare momento storico come gli ultimi giorni prima del ritorno di Cristo.

                          Il potere da essa esercitato sulle nazioni deve necessariamente costruirsi nel tempo dopo anni e anni di relazioni coi vari capi di stato ed i loro rispettivi popoli. I popoli sedotti dalle malizie di questo grande potere religioso con epicentro in una grande e potente città detta Babilonia non sono nemmeno consapevoli del fatto di seguire una religione apostata in piena ribellione contro Dio ma se non risponderanno all'appello di Dio di uscire da Babilonia, periranno con essa durante i suoi giudizi.

                          La tendenza di Babilonia è quella di riunire tutte le religioni del mondo sotto un solo Dio mediante ecumenismo e dialogo interreligioso. Anche se la cosa apparentemente sembra buona, agli occhi di Dio però è una abominazione.

                          Una cosa è certa: Dio non ha stabilito nessuna religione in terra che lo rappresenti. Quando i discepoli chiesero a Gesù come si sarebbe manifestato il regno di Dio, Egli rispose che il regno non viene in modo che si possa osservare in quanto è seminato nei cuori delle persone (Lu 17:20-21). Di fatto Dio ha stabilito un salvatore, un uomo che potesse essere mediatore tra Dio e gli uomini cioè Cristo Gesù.

                          Atti 4:12La Nuova Diodati (LND)

                          12 E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati».

                          1 Timoteo 2:5La Nuova Diodati (LND)

                          Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesú uomo
                          Uscite oggi stesso da Babilonia, riconoscete che Gesù è il Salvatore del mondo, colui che ha preso su di se ogni nostra colpa, l'unico in grado di portarci a Dio.

                          Giovanni 14:6La Nuova Diodati (LND)

                          Gesú gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.


                          Fuggi da Babilonia e ricevi oggi stesso il Signore Gesù nella tua vita.
                          Maurizio V.

                          sabato 24 ottobre 2015

                          La legge dell'amore



                          Matteo 22:38-40

                          38 Questo è il primo e il gran comandamento. 39 E il secondo, simile a questo, è: "ama il tuo prossimo come te stesso".40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti»

                          Gesù ci dice che tutta la legge di Dio si può riassumere in due comandamenti: "Ama Dio e ama il tuo prossimo". L'amore non fa male a nessuno anzi semmai é vero il contrario. L'Apostolo Paolo ispirato da Dio sancisce dunque che l'adempimento della legge è L'AMORE. 

                          Comprendere questa verità ci fa comprendere che "DIO E' AMORE" e se l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori, i frutti  che ne usciranno, non potranno altro che essere atti d'amore. Bisogna anche precisare che l'amore vero non è sesso e nemmeno sentimento, se dico di amare il mio gatto, nessuno penserà che ho un sentimento, una attrazione fisica verso il mio gatto ma che ho deciso di prendermi cura di lui. Non importa se mi sporca la casa, non importa se mi rompe qualche soprammobile perché il mio amore verso di lui nasce da una mia libera decisione. 

                          L'amore di Dio si rivela proprio in questo: che mentre eravamo peccatori Cristo è morto per noi (Romani 5:8). Dio però non è ingiusto da chiudere un occhio sul peccato, le nostre colpe, le nostre trasgressioni vanno pagate con la morte. Nessuno di noi può dire io non ho mai peccato, io non merito di morire all'inferno per l'eternità e Dio mi deve dare la vita. Dunque se noi siamo sotto la condanna a morte, ci vuole qualcuno che non abbia mai peccato e che decida di scambiare la sua vita per la nostra. Questo uomo si chiama "Gesù". Egli era senza peccato, nessuno lo costrinse a morire al nostro posto, la sua fu una sua libera scelta, vedendo la nostra condizione e vedendo che per noi non c'era speranza, decise di sacrificare la sua vita per pagare le nostre colpe (Isaia 53:5). L'apostolo Giovanni al riguardo scrisse: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna." (Giovanni 3:16)

                          Questo è ciò che Dio ha fatto per noi e questo è ciò che dovremmo fare noi verso gli altri. Non rimane che riconoscere le nostre colpe, il nostro bisogno di essere salvati dalla condanna a morte e che solo Gesù è in grado di farlo mediante la sua morte in croce. "Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore" (Romani 5:1) 


                          Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Molto piú dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto piú ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. (Romani 5:8-10)



                          L'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori

                          Non è più una questione di "non fare questo" o "non fare quello" ma di amare così come siamo stati amati. La legge dell'amore è superiore a qualunque legge. Se amo il mio prossimo non andrò da lui a rubare, non desidererò le sue cose, non gli mentirò, non lo ucciderò, non farò nulla contro di esso ma anzi mi darò da fare per incontrare i suoi bisogni.

                          La cosa forse più difficile da fare per ognuno di noi, sarà quella di perdonare ma quando consideriamo il perdono che abbiamo ricevuto in Cristo, non c'è più nulla che non possiamo perdonare. Quando poi si perdona, ci si libera di un peso che ci opprime e ci schiaccia fino a distruggerci. Che cosa grande è l'amore di Dio e il perdono di Dio.

                          Non esitare, se nel tuo cuore c'è rancore e risentimento, oggi in Cristo anche tu puoi "AMARE", puoi offrire il tuo perdono anche a chi non lo merita affatto, puoi dire a Dio "Padre perdona loro per non sanno quello che fanno".


                          1 Corinzi 13:1-7La Nuova Diodati (LND)

                          Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo.
                          E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.
                          E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova.
                          L'amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia,
                          non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male;
                          non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità,
                          tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

                          Come sarebbe il mondo se tutto l'odio che c'è intorno a noi fosse trasformato in amore?

                          Maurizio.

                          sabato 29 agosto 2015

                          Non c'è più né Giudeo e né Greco




                          Galati 3:27-29La Nuova Diodati (LND)

                          27 Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesú. 29 Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abrahamo ed eredi secondo la promessa.
                          Non c'è più nessuna distinzione tra il Giudeo (sinonimo di Israele) ed il Greco (sinonimo di pagano) perché ora siamo tutti figli della promessa in Abrahamo. Il Giudeo non ha più alcun privilegio rispetto agli altri infatti ora il primo patto è concluso, il nuovo patto in Cristo è per fede, non è più mediante le opere della legge ma anzi chi si fonda sulle opere delle legge è maledetto (Gal 3:10). 
                          Israele oggi è sotto la maledizione di Dio, non è più il popolo eletto di Dio, la scrittura ci dice che è stato rigettato (Rom 11:15) e che di loro solo un residuo (Rom 9:27) è stato approvato cioè quelli che hanno posto la fede in Cristo. In Galati 3:16 si legge: "Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo.
                          E' evidente che ora c'è solo una promessa e questa passa per la fede in Cristo, sia per il Giudeo che per il Greco perché il giusto vivrà per fede (Gal 3:26-29). 
                          La continuazione del vero Israele è mediante la discendenza spirituale in Cristo e non mediante la discendenza naturale di Giacobbe. Ogni Giudeo che crede in Cristo deve dunque unirsi alla chiesa di Cristo così come fecero gli apostoli e come fece Paolo il quale considerò come tanta spazzatura tutta la sua religione davanti a Cristo. 
                          Dopo oltre duemila anni, l'Israele politico di oggi è ancora anticristiano e anticristo, sarà solo al ritorno di Cristo che tutti in Israele lo riconosceranno ed allora potranno ravvedersi e diventare Cristiani per essere uniti alla chiesa di Cristo per l'eternità.
                          Non facciamoci ingannare da certe dottrine psudo-Cristiane le quali insegnano che bisogna sostenere l'attuale ribelle Israele politico poiché la Bibbia dice che la vera Gerusalemme è quella celeste, quella alla quale tutta la chiesa fa riferimento. In Galati 4:22-30 si legge di cacciare via la schiava cioè la Gerusalemme terrestre perché non avrà parte con la Gerusalemme celeste.
                          Fratelli in Cristo, portiamo il vangelo in Israele e preghiamo che il Signore abbia misericordia di loro e che qualcuno al tempo presente possa convertirsi a Cristo ed entrare nella Gerusalemme celeste.
                          Maurizio

                          sabato 4 aprile 2015

                          Gesù morì di Venerdì?


                          Da secoli, la religione cattolica, molto probabilmente condizionata dall'opinione che Agostino esprime nel suo libro "De Trinitade", insegna che Gesù morì il venerdì della settimana di pasqua e risuscitò la domenica, il primo giorno della settimana ebraica. Ma questo insegnamento è in forte contraddizione con le parole di Gesù, il quale affermò che sarebbe rimasto tre giorni e tre notti nella tomba. 

                          "Allora alcuni scribi e farisei, lo interrogarono, dicendo: "Maestro, noi vorremmo vedere da te qualche segno". Ma egli, rispondendo, disse loro: "Questa malvagia e adultera generazione chiede un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. Infatti, come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del grosso pesce, così starà il Figlio dell'uomo tre giorni e tre notti nel cuore della terra" (Matteo 12:38-40). 

                          Il problema dei tre giorni e delle tre notti 

                          Se Gesù avesse parlato solo di tre giorni, era anche possibile vederla diversamente, ma poiché ha chiaramente detto che sarebbe rimasto nella tomba tre giorni e tre notti, per forza di cose devono essere trascorsi tre giorni completi prima della sua resurrezione, cioè più di 72 ore. Questo è in contrasto con l’insegnamento tradizionale del cattolicesimo romano, il quale vuole che Gesù muoia il venerdì, per risuscitare prima di 48 ore. 

                          La ragione che ha indotto la religione cattolica a ritenere che Gesù sia morto il venerdì, scaturisce dalla affermazione della Scrittura secondo la quale Egli morì prima del sabato. "E, dopo averlo tirato giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno era ancora stato sepolto. Era il giorno della Preparazione, e il sabato stava per cominciare. Le donne, che erano venute con Gesù dalla Galilea seguendolo da vicino osservarono il sepolcro e come vi era stato deposto il corpo di Gesù; poi esse tornarono a casa e prepararono gli aromi e gli unguenti, e durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento. Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato" (Luca 23:53 - a 24:1; Marco 15:42). 

                          Quando morì Gesù il sabato stava per cominciare. Se ragioniamo secondo la nostra cultura, il giorno precedente al sabato è il venerdì, perciò, il cattolicesimo romano ha concluso che Gesù è morto di venerdì. Ma, ancora una volta, il cattolicesimo è stato vittima di una errata interpretazione

                          Esaminiamo i fatti. 

                          Secondo l’evangelo di Marco (16:1-2), le donne comprarono gli aromi dopo il sabato, mentre, secondo il racconto di Luca (23:56), esse li comprarono prima del sabato. Come mai questa contraddizione? Questo non dimostra una discordanza nei racconti dei quattro vangeli? 

                          Questa apparente dissonanza è data dal fatto che, per noi che non siamo ebrei, il sabato è solo un giorno della settimana, mentre per gli ebrei il sabato, cioè shabbat, è definito anche qualsiasi giorno, o addirittura anche ad un anno festivo consacrato all’Eterno. Ecco un esempio nella legge di Dio: "Parla ai figli d'Israele e di' loro: Quando entrerete nel paese che io vi do, la terra osserverà un sabato di riposo per l'Eterno. Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà un sabato di riposo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo ne poterai la tua vigna" (Levitico 25:2-4). 

                          Israele, dunque, aveva un anno di riposo per la terra che veniva chiamato sabato. Inoltre, per la nostra cultura, noi siamo abituati a pensare a un solo sabato alla settimana, mentre, per il calendario ebraico, era abbastanza comune avere più sabati, cioè feste, nella stessa settimana. Infatti, nella settimana degli azzimi, che iniziava con la Pasqua, facevano festa sia il quattordicesimo giorno che il quindicesimo, cioè due sabati di Pasqua consecutivi. "Nel quattordicesimo giorno del primo mese sarà la Pasqua in onore dell'Eterno. E il quindicesimo giorno di quel mese sarà festa. Per sette giorni si mangerà pane senza lievito" (Numeri 28:16-17)

                          L’evangelista Giovanni, notando che il giorno che stava per iniziare era un gran giorno, si riferiva appunto al quindicesimo giorno. "Or i Giudei, essendo il giorno di Preparazione, af inché i corpi non rimanessero sulla croce il sabato, perché quel sabato era un giorno di particolare importanza, chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via" (Giovanni 19:31). 

                          Tenendo presente che le donne non potevano comprare gli aromi il quindicesimo giorno perché era festa, cioè un sabato, esse li comprarono il giorno dopo, cioè il sedicesimo. Il giorno successivo, il diciassettesimo, era il sabato settimanale, il giorno che seguiva il venerdì, e le donne si riposarono (Luca 23-56). Solo il giorno seguente, il diciottesimo giorno del mese, esse poterono andare al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. 

                          Tre Sabati consecutivi 

                          Noi siamo abituati a considerare gli eventi che leggiamo nei vangeli, come episodi consecutivi uno all’altro, ma nella settimana in cui morì Gesù, ci furono tre giorni festivi, cioè tre sabati, il sabato della pasqua, il sabato del giorno dopo, e il sabato del giorno della settimana, divisi da un giorno lavorativo. E’ in quel giorno lavorativo che le donne comprarono gli aromi. Questa è la ragione per cui nei vangeli leggiamo che le donne comprarono gli aromi sia prima del sabato che dopo il sabato. In effetti, gli evangelisti in greco, riferendosi al sabato, usano il plurale. Ecco come rendono alcune traduzioni. "Ora, alla fine dei sabati, all'alba del primo giorno dopo i sabati, Maria Maddalena e l'altra Maria, andarono a vedere il sepolcro" (Matteo 28:1). I tre sabati sono dunque il bandolo di una apparente contraddizione dei vangeli. 

                          Per comprendere meglio gli avvenimenti della settimana di pasqua, facciamo i conti a ritroso. 

                          • Il 18° giorno era domenica, cioè il primo giorno della settimana. 
                          • Il 17° giorno era il sabato settimanale, giorno di riposo. 
                          • Il 16° giorno era venerdì, giorno feriale. 
                          • Il 15° giorno era giovedì, giorno festivo, di riposo, quindi un shabbat secondo la cultura ebraica. 
                          • Il 14° giorno era Mercoledì, quando Gesù morì. 


                          Il giorno Ebraico è suddiviso diversamente dal nostro 

                          Una simile prospettiva, ci induce a pensare che passarono quattro giorni dalla morte alla resurrezione di Gesù. Ma, ancora una volta, dobbiamo fare i conti con le usanze ebraiche. Poiché gli ebrei iniziavano a contare i giorni dalle 18:00 di sera per terminare alle 18:00 di sera del giorno successivo (Levitico 23:32), facciamo i conti dei giorni alla luce di questa usanza. 

                          Gesù celebrò la Pasqua il primo giorno degli azzimi, alla sera verso le ore 18:00 (Matteo 26:17,20). A notte inoltrata fu tradito, al mattino andò da Pilato (Matteo 27:1-2), a mezzogiorno fu crocifisso (Matteo 27:45), al pomeriggio, alle ore tre, cioè alle 15:00, morì (Matteo 27:45-50), e fu sepolto prima di sera, cioè prima delle 18:00. Tutto questo avvenne in uno stesso giorno, il quattordicesimo, cioè il Mercoledì, il quarto giorno della settimana. Gesù, quindi, morì nel giorno della pasqua ebraica. 

                          Ora facciamo i conti dei giorni in cui Gesù rimase nel sepolcro. Gesù morì alle ore 15:00 del Mercoledì, il quarto giorno della settimana, e fu sepolto prima delle ore 18:00 ora di inizio del Giovedì. 

                          1. Giorno di Giovedi Ebraico 
                            1. Il Giovedì Ebraico inizia il nostro mercoledi alle ore 18:00 e termina il nostro Giovedi ore 18:00 
                            2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
                          2. Giorno di Venerdi Ebraico 
                            1. Il Venerdi Ebraico inizia il nostro Giovedi ore 18:00 e termina il nostro Venerdi ore 18:00 
                            2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
                          3. Giorno di Sabato Ebraico 
                            1. Il Sabato Ebraico inizia il nostro Venerdi ore 18:00 e termina il nostro Sabato ore 18:00 
                            2. Tempo trascorso 1 giorno e 1 notte 
                            3. Dalle ore 18:00 inizia la Domenica cioè il primo giorno della settimana 


                          Quando Gesù risuscitò, erano passati tre giorni e tre notti, come egli aveva profetizzato. 

                          Morendo il quarto giorno della settimana, cioè il mercoledì, e risuscitando il settimo giorno cioè il sabato, i conti tornano. Le donne all’alba del primo giorno della settimana successiva trovano la tomba vuota. 

                          La Bibbia ha sempre ragione 

                          Ancora una volta la Scrittura è superiore ad ogni autorità religiosa, e a ogni interpretazione di persona autorevole, come può essere quella di Agostino. Egli scrisse, in "De trinitade", che Gesù non stette tre giorni e tre notti nella tomba concludendo: "Le ragioni che da parte mia ho presentato le ho desunte dall'autorità della Chiesa - tali quali ce l'hanno tramandate gli antichi - dalla testimonianza della Scrittura, dalle leggi dei numeri e delle proporzioni. Ora nessun saggio vorrà andare contro la ragione, nessun cristiano contro la Scrittura, e nessun uomo pacifico contro la chiesa". 

                          L'acume, l'intelligenza, lo spirito dei padri della chiesa sono da ammirare, ma la chiesa stessa, rappresentata dalla Tradizione dei Padri è soggetta a sbagliare, perché la Verità è solo una persona: Gesù Cristo e la Sua Parola. Se noi siamo abituati a sottomettere i nostri ragionamenti e la nostra logica alla Parola di Dio, se riteniamo la Scrittura più autorevole delle nostre opinioni, allora saremo in grado di afferrare il messaggio contenuto nella Parola di Dio. Possiamo avere dei dubbi in merito alla nostra comprensione, ma non dobbiamo mai dubitare ciò che la Scrittura afferma. Se Gesù ha detto che sarebbe stato sepolto tre giorni e tre notti, qualsiasi interpretazione che diamo ai fatti storici dei vangeli, deve concordare con ciò che Gesù ha detto. 

                          Alla luce di quanto fin qui sostenuto, la religione cattolica dovrebbe umilmente ammettere che oltre ad affermare cose vere perché conformi alla Scrittura, essa persiste anche in tante cose false. Ma dovrebbe soprattutto riconoscere che l’autorità di cui si vanta non le è data da Dio. L’esortazione di Agostino che nessun uomo pacifico dovrebbe andare contro la chiesa è molto pericolosa, per almeno due motivi. Il primo è racchiuso in una frase di Mill, in "Essays on Liberty", che trovo assai perspicace. "Se tutta l’umanità fosse dello stesso parere, e una sola persona fosse di parere contrario, l’umanità non potrebbe essere giustificata se mettesse a tacere quella persona, più della persona stessa se, avendone la possibilità, mettesse a tacere tutta l’umanità". La seconda ragione per la quale è assurdo ritenere sbagliato contestare la presunta autorità del cattolicesimo romano, è che grandi uomini di Dio si sono scagliati contro il cattolicesimo romano, e, mentre molti di questi sono condannati al rogo o uccisi, alcuni di essi sono stati riconosciuti giusti, altri dichiarati santi. Proprio perché la storia ci insegna questo, come è stato detto, il potere assoluto corrompe chi lo possiede perché, nel momento in cui l’uomo ha in mano questo potere assoluto, nutre anche la convinzione di essere infallibile e di essere uno strumento dello Spirito Santo. Quindi, per non far cadere il prossimo in un simile, diabolico errore, è opportuno, saggio e giusto, riconoscere il potere assoluto solo a Dio. 

                          Gesù Cristo, dunque, per quanto se ne dica, non è morto il Venerdì, ma il Mercoledì, e stette nel sepolcro tre giorni e tre notti per risuscitare il primo giorno della settimana. Poiché non è mia intenzione focalizzare l’attenzione solo sul giorno in cui morì Gesù, dobbiamo ricordare che la resurrezione di Cristo è un episodio unico. Dopo duemila anni, si parla ancora di questo straordinario evento; evento, che dovrebbe scuotere anche gli scettici più radicali. Gesù è risorto per testimoniare della sua Divinità, e per attestare davanti al mondo che, coloro che hanno posto fede in Lui, hanno ragione. Chi crede in Buddha, in Maometto o in qualsiasi altro profeta, non ha nessuna prova che la sua fede sia vera, mentre la resurrezione di Gesù Cristo è una testimonianza e una prova eterna che il cristiano si porta nel cuore e che l’accompagna fino al giorno in cui comparirà davanti a Dio. 

                          "Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non sarà svergognato" (Romani 10:8-11). 

                          Ellero Balzani

                          venerdì 19 dicembre 2014

                          No Peace

                          Non c'è pace senza Gesù

                          Matteo 10:34-36La Nuova Diodati (LND)
                          34 «Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. 35 Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
                          Non pensate che io sia venuto a mettere pace... Questa affermazione di Gesù sembra alquanto strana detta da colui che si è dichiarato il principe della pace ma se ci pensate bene, non è per nulla fuori posto.
                          Vediamo anche altre affermazioni di Gesù:
                          • Venite a me voi che siete travagliati e aggravati ed io vi darò riposo"(Matteo 11:28)
                          • Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo (Giovanni 14:27)
                          • Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)

                          Gesù è venuto per essere il salvatore del mondo, per fare questo ha dovuto sacrificare la sua vita sulla croce al fine di riscattarci dalla condanna eterna. Il suo messaggio è valido ancora oggi, è un messaggio che può essere ricevuto ma anche rigettato. La volontà di Dio è che tutti si ravvedano e siano salvati per mezzo di Cristo ma la realtà delle cose è che non tutti vogliono ravvedersi e non tutti vogliono ricevere la pace e la riconciliazione con Dio. Nel primo capitolo del vangelo di Giovanni è scritto che "la luce è venuta nel mondo ma il mondo ha amato le tenebre più della luce".
                          Se il mondo ama le tenebre è chiaro che così facendo sta rigettando Dio ed il suo piano di redenzione. Gesù ha detto che "Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde" (Matteo 12:30). Non c'è una via di mezzo, non ci sono zone neutrali, o sei con Cristo o sei automaticamente contro Cristo e questo succede anche nelle famiglie, uno si converte a Cristo e l'altro no e questo crea divisione e questo mette i genitori contro i figli, i gigli contro i genitori, questo crea divisione in qualunque rapporto sociale.
                          I giudizio inizia ora, su questa terra, la separazione tra i figli di Dio ed i figli del diavolo avviene per mezzo del vangelo della salvezza. Gesù dice: "In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita." (Giovanni 5:24). Nessuno vi inganni, nessuno sarà salvato nel giorno del giudizio, quel giorno sarà solo un giorno di condanna. In Ebrei 9 è scritto che dopo la morte viene il giudizio, dopo la morte è troppo tardi, non c'è più speranza.
                          Cercate l'Eterno mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino. Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente. (Isaia 55:6-7)
                          Gesù vuole darti la sua pace, Gesù ti ama e vuole che tu sia riconciliato con Dio, per questo Egli ha espiato le tue colpe sulla croce. Nessuna delle tue buone opere ti salverà in quel giorno, ravvediti oggi stesso, ricevi Gesù nella tua vita e la vera pace che sopravanza ogni intelligenza ti custodirà fino al suo ritorno per la redenzione finale anche del corpo.
                          Il Signore ti benedica

                          sabato 17 maggio 2014

                          La Sapienza di Dio


                          • E' possibile racchiudere Dio in una scatola?
                          • E' possibile che il nostro cervello non più grande di pochi centimetri cubici possa contenere i pensieri di Dio?
                          • Dio ragiona come un essere umano?


                          Romani 11:33 - La Nuova Diodati (LND)
                          O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie!

                          Il profeta Isaia consapevole della grandezza di Dio disse:
                          Come i cieli sono piú alti della terra,
                          cosí le mie vie sono piú alte delle vostre vie
                          e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri.
                          (Isaia 55:9)

                          Davanti alla grandezza di Dio non rimane che smettere di giudicare Dio secondo un punto di vista umano, nessuno ha il diritto di dire "se io fossi Dio farei in questo modo o in quello". Ogni cosa è sotto il diretto controllo del creatore e questo dovrebbe essere più che sufficiente per farci dire "sia fatta la tua volontà".

                          La vita è breve e certamente non arriveremo a comprendere ogni cosa ma se viviamo nella fiducia che Dio ci ama ed ha dato il suo unigenito figlio affinché per mezzo di lui fossimo salvati, un giorno quando saremo alla sua presenza, vedremo le cose come stanno, il nostro punto di vista delle cose sarà diverso e avremo l'eternità per sondare le infinite profondità di Dio.

                          Dunque la risposta dei nostri problemi e la risposta ai problemi del mondo, non può venire da una qualche possibile soluzione umana ma da Dio stesso.

                          E' piaciuto a Dio di salvare il mondo mediante la follia della croce.
                          1 Corinzi 1:18-21 - La Nuova Diodati (LND)
                          18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Sta scritto infatti: «Io farò perire la sapienza dei savi e annullerò l'intelligenza degli intelligenti». 20 Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questa età? Non ha forse Dio resa stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione.

                          La nostra limitata conoscenza umana tende sempre a razionalizzare tutto, per ogni cosa ci deve essere la giusta spiegazione, ogni cosa deve rientrare nei nostri schemi mentali ma questo non può essere possibile per quanto riguarda Dio.

                          Lasciamoci salvare secondo gli schemi di Dio mettendo fede in Gesù il salvatore del mondo, mettiamoci in cuore di fare la sua volontà, preghiamo il Signore quando le prove della vita sembrano essere contro di noi ma lasciamo che sia lui a decidere poiché egli ha detto "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".

                          Romani 8:28 - La Nuova Diodati (LND)
                          ...tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.

                          Maurizio